sabato 19 aprile 2014

Applicato, si applichi.

Succede che in Sicilia la ricerca applicata porti ad ottimizzare la coltivazione del fico d'india. Una pianta che proprio simpatica non è, soprattutto a coltivarla. Ha di buono che non pretende terreni di chi sa quale conformazione e qualità, ma richiede un sacco di cure in cambio di un po' di prodotto. Soprattutto, quando si tratta di potare le piante, lascia un sacco di materia verde, ma proprio un sacco: tonnellate per ettaro.
Via via la ricerca che si applica scopre che la foglia è si spinosa, ma metanizza che è una bellezza, ha succhi utili all'industria cosmetica, e che alla fine, quando è disseccata, si trasforma in una biomassa legnosa dalle ottime qualità isolanti, riutilizzabile anche in edilizia. Lo scarto diventa energia, materia prima, materia intermedia.
Pensate un po' che ciclo economico sostenibile: parti dal fico d'india e attraverso la ricerca arrivi all'edilizia. Se sei in Sicilia.
Se sei a Roma, invece, ostinatamente continui a puntare dritto per dritto all'edilizia come unica chiave economica. Perché, potremmo insinuare, c'è chi ha interesse alla città e chi invece ha interessi nella città? Ma no, è che non si applicano.

Asini. E parenti di asini.

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