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domenica 10 aprile 2011

Impiccioni

Da Berlusconi in giù (il che non implica vertigini)  la convinzione di essere spiati si spande creando agitazione. 
L'uno diffonde la convinzione che ogni volta che prendiamo un appuntamento telefonico per andare a mangiare la pizza si corra il rischio di trovare l'appuntato Puntillo al posto del pizzaiolo egiziano. 
Altri sono in ambasce perché hanno scoperto che se scrivi una fregnaccia o un poema su Internet qualcuno o qualcosa (da Puntillo all'algoritmo) ne tiene traccia e si ricorda di te.

All'uno e agli altri raccomando di rileggersi L'apologo dei Cartografi dell'Impero, di Borges. O Edgar Morin che epigraficamente ricordava che tanta informazione produce solo rumore e niente più.


p.s. l'immagine viene da qui: http://www.liberespressioni.com/wp-content/uploads/2009/10/spie-226x300.jpg

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